Col piede nella fossa (ultima parte)

scritto da Vince75
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Testo: Col piede nella fossa (ultima parte)
di Vince75

Michela annuisce, deve tornare a casa immediatamente e chiamare la polizia. Ma lo stridio di una porta a vetri che scorre sul telaio d'acciaio la fa desistere. Si sistema il cappuccio fino alla metà della fronte e percorre il perimetro esterno della casa, guardandosi la punta degli stivaloni. Arrivata alla transenna arancione, solleva la testa per non andare a sbattere, e vede appeso davanti ai suoi occhi un grosso cartello giallo con la scritta nera:"Vietata l'entrata ai non addetti ai lavori. L'impresa declina ogni responsabilità".
Ma subito si accorge che a lato, giusto un metro più avanti, il passaggio è aperto ed entra nel cantiere. Sente rumori nella veranda, vede la sagoma del vicino trascinare qualcosa, forse un grosso tappeto arrotolato. Michela si gira di scatto per tornarsene di corsa a casa ma si imbatte in qualcuno che, con entrambe le mani, la spinge fino a farla cadere all'indietro nella profonda fossa delle fondamenta.
L'impatto con il cemento armato le blocca l'aria nei polmoni. Sente una fitta salire dal coccige fino al cervello, mentre la pioggia le bagna i piedi rimasti nudi e i capelli; si convince che l'indomani mattina chiamerà la Laura per rifarle la messa in piega: con tutti i soldi che le lascia lì può pretendere una visita a domicilio la domenica...eccome! Improvvisamente, smette di piovere. Ma non è così: è che un grosso ombrello grigio si è aperto sopra di lei a ripararla. Michela tira un sospiro di sollievo: ha riconosciuto le ciabatte di flanella a quadri:
"Flavio! Idiota, guarda come ti sei conciato..."
"Non ho trovato gli stivali..."
La moglie si zittisce, ma solo per un istante:"Dammi una mano: tirami su che quella bestia del vicino mi ha spinto di sotto!"
"Non è stato lui", dice l'uomo inginocchiandosi vicino alla moglie continuando a proteggerla dall'acqua.
"Non mi contraddire: ti dico che mi ha spinta lui!"
"Sono stato io Michela, confessa il marito, poi le scosta un ciuffo di capelli dal viso.
"Non mi toccare. Marcirai all'inferno per questo!" Ma l'uomo le accarezza la guancia e poi le sussurra:
"Michela, stai morendo! Non credi che sia ora di pensare alla tua, di anima?" La donna si agita senza riuscire a muoversi e gli risponde:
"Non dire fesserie e dammi una mano, cretino!" Ma Flavio continua a spiegare:
"Probabilmente ti sei rotta un femore, ma ancora meglio se ti sei rotta l'osso sacro, non c'è nulla da fare, si muore, lo sai? A volte è sufficiente un cinque franchi nel taschino per provocare una frattura scomposta del coccige con la conseguente lesione del midollo osseo..."
"Ma cosa diavolo stai dicendo?" lo interrompe la donna paonazza. "Hai guardato di nuovo Dottor Raus? Tirami fuori o urlo come una forsennata, e quando il vicino sentirà, avrai finito di vivere!" Ma il marito scuote la testa come se la disapprovasse.
"Michela, sei tu in fin di vita, e per quanto riguarda il vicino, ah, non ci conterei troppo!"
"E' vero! E' vero, quello psicopatico ha ammazzato la moglie, e ora tu gli accolli anche...ma troveranno le tue orme..."
"Ma no Michela. Quali orme? Non vedi come piove? tutto sarà cancellato dall'acqua."
La pioggia tamburella monotona sul telo dell'ombrello grigio. In lontananza, un tombino sul bordo della strada boccheggia, saturo. L'uomo non smette di ciondolare la testa:
"No,no, Michela, non hai capito, lui non ti sentirà perchè guardiamo insieme il derby AmbriPiotta-Lugano. Non sentiremo proprio nulla! E il motivo che ti ha portato ad accoltellare a morte la vicina resterà un angosciante mistero. Ma, vedi, ti troveremo domani mattina con il nostro coltellaccio in mano."
La donna comincia ad infuriarsi sul serio, non percepisce nemmeno più il dolore, ma non riesce a muoversi; ora ha anche difficoltà a parlare e sussurra: "Non sono ancora morta, imbecille!"
"Vero! In effetti sta andando un po' per le lunghe e tra pochi minuti inizia la partita. E' una vita che mi dici che ho un piede nella fossa. Che ironia!" L'uomo le mostra un grosso martello da carpentiere. "La polizia chiederà che cosa ci facevi con questo martello, che hai preso insieme al martello che indossi, nella baracca degli operai. Peccato che cadendo ti abbia sfondato il cranio. Pronta? Addio!"

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